ࡱ> y{xY]bjbjWW"==@]8">t($ 4 0 OSSERVAZIONI AL PIANO URBANISTICO COMUNALE DEL COMUNE DI SAN SPERATE Adottato con Delibera C.C. n. 52 del 5.10.2001 OSSERVAZIONE N. 1 PROPONENTE : SIG. PAULIS MASSIMO assunta al N. prot. 205 del 7 gennaio 2002. Il proponente chiede sostanzialmente che larea agricola distinta in catasto terreni al foglio 13 mapp. 463 di mq. 3085 venga inserita in Zona G. La proposta pu essere accolta in quanto larea in oggetto confinante con una zona gi individuata in Piano come zona G (G12), venendosi a creare in tal modo unarea di pi ampio respiro e in armonia con la destinazione delarea gi individuata. Pertanto la richiesta viene accolta e le Tav. 5 di Piano, nonch la parte che ricade nella Tav. 6, viene modificata riperimetrando la zona G12 con linclusione del mappale 463 del foglio 13. Vedi: Allegato 1 (Stralcio Tav. 5 Scala 1:10.000) Le norme di attuazione allart. 22 Vengono modificate come segue: Sottozona G12 Trattasi di una nuova area da attrezzare ad impianti sportivi quali campi da tennis e piscina, ad attivit socioculturali, ricreative ed eccezionalmente anche di ristorazione per soddisfare le esigenze di diverso ordine alle comitive turistiche. Lintervento dovr essere attuato previa predisposizione del piano attuativo. E prescritto lindice territoriale massimo di 0.01 mc/mq con possibilit di incremento previa predisposizione di apposito piano attuativo, preventivamente concordato con lAmministrazione Comunale. OSSERVAZIONI AL PIANO URBANISTICO COMUNALE DEL COMUNE DI SAN SPERATE Adottato con Delibera C.C. n. 52 del 5.10.2001 OSSERVAZIONE N. 2 PROPONENTI: SIG.RA CABONI GISELLA SIG. MAMELI FRANCOLINA assunta al N. prot. 401 del 10 gennaio 2002. Le proponenti chiedono sostanzialmente che le aree agricole distinte in catasto al foglio 13 mapp. 219 (ex4/b) di mq. 1145 e mapp. 658 (ex 117/f) di mq. 500 vengano trasformate in zona C di espansione. La richiesta non pu essere accolta in quanto in contrasto con con lart. 3 del Decreto Assessoriale 2266/U del 20 dicembre 1983. Come infatti si evince dalle norme del Decreto e dalla Circolare Assessoriale del 10 maggio 1984, n. 1/84 al punto 2. Requisiti zone di completamento (art.3) OMISSIS ....Lindividuazione degli ambiti territoriali di 5.000 mq., al cui interno compiere la verifica, senzaltro unoperazione urbanisticamente delicata e deve essere effettuata con raziocinio, evitando la tentazione di includere in zona B quante pi aree possibili ed evitando di includervi aree che non possono essere razionalmente utilizzate senza un preventivo studio attuativo. Al riguardo si ritiene che le aree libere non possano essere accorpate a lotti gi edificati qualora possano essere aggregate ad altre aree libere con cui formare un ambito di verifica dellampiezza di 5.000 mq., e che comunque le aree contigue di superficie superiore a 5.000 mq. non possano essere individuate come zona B, di completamento Esclusa pertanto la possibilit di aggregare le suddette aree a lotti gi edificati, in quanto ci comporterebbe linclusione di tutte le aree limitrofe del perimetro urbano, ledificazione delle suddette aree dovr avvenire attraverso lindividuazione di nuove aree di espansione (Zone C), non giustificabili in questa sede con le previsioni di incremento demografico di Piano. OSSERVAZIONI AL PIANO URBANISTICO COMUNALE DEL COMUNE DI SAN SPERATE Adottato con Delibera C.C. n. 52 del 5.10.2001 OSSERVAZIONE N. 3 PROPONENTI: Prof. Avv. Andrea Pubusa Sig. ZUCCA GIUSEPPE Assunta al n. 501 prot. in data 14 gennaio 2002 In sostanza i proponenti chiedono che le aree distinte al foglio 6, mappale 5 e larea distinta al foglio 5, mappale 17, soggette a vincoli scaduti e non prorogabili e/o rinnovabili in base alla legislazione vigente vengano restituite, in sede di delibera definitiva, in accoglimento delle presenti osservazioni, alla normale edificabilit. Le aree in oggetto, costituiscono in effetti una reiterazione di vincolo gi prevista nel P.di F. del 1985. Considerato pertanto che la vigente normativa sconsiglia di fatto la reiterazione del vincolo, ove non se ne dimostri la impossibilit del reperimento altrove, e la sua indispensabilit ai fini del soddisfacimento degli standard; Rilevato pertanto che le aree in oggetto non risultano indispensabili al soddisfacimento degli standard, in quanto la dotazione ben superiore ai 18 mq/ab imposto dal Decreto Assessoriale 2266/U del 20 dicembre 1983, e che pertanto possono essere restituite alla normale edificazione. La proposta viene pertanto accolta nella maniera seguente: Area distinta al foglio 6 mappale 5, gi ricompresa nel PUC adottato come area a servizi S 3-4 contraddistinta con S7, viene trasformata in zona di espansione C2 della superficie di mq. 4912, con un indice territoriale di 1 mc/mq. Larea rimanente di propriet dellAmministrazione della superficie di 1103 mq. viene conservata come area di standard con S7. Area distinta al foglio 5 mappale 17 parte, gi ricompresa nel PUC adottato come area a servizi S 1-2 contraddistinta con S5, insieme ad aree di altre ditte distinte al foglio 6 parte dei mappali 20-21-23-24-26, viene trasformata in zona di espansione C1, mediante aggregazione con parte mappale 20, per complessivi mq. 4.562, con un indice territoriale di 1 mc/mq. La rimanente parte dei mappali 21-23-24-26 viene destinata a servizi S*5 con possibilit di intervento di iniziativa privata e quindi non valutabili ai fini della verifica degli standard. Per omogeneit anche i servizi S 1-2 precedentemente individuati contraddistinti con S4 e S8 vengono riclassificati come S*4 e S*8, cos come i servizi S 3-4 contraddistinti con S8 viene riclassificato come S*8, con possibilit di intervento di iniziativa privata e quindi non valutabili ai fini della verifica degli standard. Le norme di attuazione vengono integrate con lintroduzione della normativa specifica relativa ale nuove zone individuate. Con i parametri di piano per queste due zone nuove di complessivi mq. 9.474 si ha una volumetria realizzabile con lindice di 1 mc/mq di 9.474 mc, che con il parametro di 180 mc/ab adottato in piano comporta un incremento di abitanti teorici di 53 abitanti. Laccoglimento delle osservazioni comporta un adeguamento oltre che delle norme di attuazione, anche della Tav. 6 di Piano in scala 1:2.000, di cui si allegano gli stralci planimetrici costituiti dagli allegati : Vedi Stralci Tav. 6 Centro abitato : Allegato 2 - 3 - 4 Tenendo conto dellosservazione n. 6 di seguito riportata, le Norme di Attuazione allArt. 12 dopo il punto 12.3 aggiunto il seguente: 12.4 - NUOVE ZONE DI ESPANSIONE C Individua gli ambiti territoriali di espansione di nuova individuazione a seguito dellaccoglimento delle osservzioni al Piano Urbanistico. Trattasi di tre nuove aree contraddistinte in piano sotto la lettera C1, C2 e C3, ubicate rispettivamente in via Risorgimento, in Via G. Deledda e via De Gasperi. Lindice territoriale massimo di cui allart. 4 del D.A. 2266/83 fissato in 1 mc/mq. Gli standard minimi sono di 18 mq/abitante. N.B. La tavola 6 con le modifiche relative alle presenti osservazioni o a quanto eventualmente potr essere richiesto dal Comitato Regionale di Controllo verr allegata al decreto di approvazione definitiva del Piano, per la Pubblicazione sul Buras. OSSERVAZIONI AL PIANO URBANISTICO COMUNALE DEL COMUNE DI SAN SPERATE Adottato con Delibera C.C. n. 52 del 5.10.2001 OSSERVAZIONE N. 4 PROPONENTI: Sig. Serra Benedetto Sig.ra Sciavicco M. Luisa Assunta al n. 977 prot. in data 23 gennaio 2002 I proponenti, anche a seguito degli incontri con lIng. Carlo Serra incaricato dai proponenti, chiedono sostanzialmente ladeguamento del vincolo a quanto disposto dal vincolo di tutela per i Beni Culturali ed Ambientali ai sensi della legge n 1089 del 1.6.1939, estendendo il vincolo anche alle pertinenze. La richiesta senzaltro da accogliere. Pertanto larea di pertinenza del villino Tola sar riclassificata come zona H0. In conseguenza le norme di attuazione vengono integrate con le norme relative alla zona H0 e la Tav. 6 viene conseguentemente modificata. Vedi Stralcio Tav. 6 in scal 1:2.000 Allegato 5. Dopo lart. 30 nelle norme di attuazione inserito: ART. 30 BIS SOTTOZONA H0: AREA DI RISPETTO VILLINO TOLA E larea di pertinenza del Villino Tola soggetto a Vincolo Ministeriale ai sensi della legge 1089 del 1.6.1939. E soggetta al vincolo di inedificabilit assoluta. La Villa con Giardino ha interesse particolare ai sensi della citata legge perch singolare esempio di villa rurale del campidano, raro tipo di residenza gentilizia Sarda, dalla caratteristica architettura locale, con copertura a tetto in coppi, i due corpi laterali aggettanti leggermente sul filo del prospetto anteriore, il porticato posto sul fronte ad interpretazione della classica lolla campidanese, il tutto in sintesi equilibrata con gli elementi formali di ispirazione culturale neoclassica, secondo il progetto delarchitetto Gaetano Cima, con i motivi tipici dei suoi edifici quali la pianta emisimmetrica, il tiburio ottagonale e la scalinata centrale di accesso: interamente costruita intorno alla met del XIX secolo, con mattoni di paglia e fango, tranne i piedritti del loggiato in conci di calcare, con interessanti cancelli e ringhiere in ferro battuto disegnate dallo stesso Cima, inserita in un ampio e suggestivo Giardino, che ne sottolinea la vocazione rurale, mantenendo intatte le vecchie pertinenze agricole. Larea in oggetto dovr essere rigorosamente mantenuta a verde e ogni modifica sar soggetta al Nulla Osta della Competente Soprintendenza alle Antichit e ai Monumenti. OSSERVAZIONI AL PIANO URBANISTICO COMUNALE DEL COMUNE DI SAN SPERATE Adottato con Delibera C.C. n. 52 del 5.10.2001 OSSERVAZIONE N. 5 PROPONENTI: SIG.RA M. CATERINA SERRA assunta al N. prot. 1145 del 28 gennaio 2002. Le proponenti chiedono sostanzialmente che le aree agricole distinte in catasto al foglio 5 mapp. 65 vengano trasformate in zona C di espansione. Chiedono inoltre che venga sanata la situazione venutasi a creare con lapertura di un accesso abusivo, ed utilizzato da alcune case del centro storico. Larea in oggetto ubicata a ridosso della Chiesa parrocchiale ed era destinata nel P.diF. in parte a viabilit e in parte a servizi. Il Puc restituisce larea alla sua vocazione agricola e ridefinisce la viabilit al limite della fascia di rispetto fluviale. Larea in oggetto esterna inoltre al perimetro del Piano Particolareggiato del Centro Storico, consolidato da pi di un decennio. Pertanto larea in oggetto non pu essere inclusa nel perimetro del centro storico. Ne pu essere aggregata a lotti gi edificati in zona B in quanto in contrasto con con lart. 3 del Decreto Assessoriale 2266/U del 20 dicembre 1983. Come infatti si evince dalle norme del Decreto e dalla Circolare Assessoriale del 10 maggio 1984, n. 1/84 al punto 2. Requisiti zone di completamento (art.3) OMISSIS ....Lindividuazione degli ambiti territoriali di 5.000 mq., al cui interno compiere la verifica, senzaltro unoperazione urbanisticamente delicata e deve essere effettuata con raziocinio, evitando la tentazione di includere in zona B quante pi aree possibili ed evitando di includervi aree che non possono essere razionalmente utilizzate senza un preventivo studio attuativo. Al riguardo si ritiene che le aree libere non possano essere accorpate a lotti gi edificati qualora possano essere aggregate ad altre aree libere con cui formare un ambito di verfica dellampiezza di 5.000 mq., e che comunque le aree contigue di superficie superiore a 5.000 mq. non possano essere individuate come zona B, di completamento Esclusa pertanto la possibilit di aggregare le suddette aree a lotti gi edificati, in quanto ci comporterebbe linclusione di tutte le aree limitrofe del perimetro urbano, ledificazione delle suddette aree dovr avvenire attraverso lindividuazione di nuove aree di espansione (Zone C), non giustificabili in questa sede con le previsioni di incremento demografico di Piano. Pertanto la richiesta non pu essere accolta. Quanto al secondo punto si ritiene che ci esuli dalle osservazioni strettamente connesse col Piano Urbanistico e che la proponente potr tutelarsi in altra sede, per far cessare il passaggio sullimmobile da parte di abitanti del centro storico, che peraltro hanno accesso da altre vie, o semplicemente realizzando una idonea recinzione dellarea in oggetto con relativo cancello. OSSERVAZIONI AL PIANO URBANISTICO COMUNALE DEL COMUNE DI SAN SPERATE Adottato con Delibera C.C. n. 52 del 5.10.2001 OSSERVAZIONE N. 6 PROPONENTI: ING. CARLO SERRA assunta al N. prot. 1146 del 28 gennaio 2002. In merito alle articolate osservazioni si controdeduce quanto segue: Aree adiacenti il centro storico, ricomprese tra SP Sestu Villasor e la Via Umberto. Il proponente chiede sostanzialmente lindividuazione di una nuova zona in trasformazione da attuare attraverso un intervento coordinato (IC), da destinare per il 65% a zona C e per il 35% a zona S da acquisire a titolo gratuito. Lintervento proposto interessa una superficie di mq. 17.700 circa di cui il 65% pari a 11.505 mq. da destinare a nuova Zona C di espansione e il rimanente 35% pari a mq. 6.195 da destinare ad aree per servizi da acquisire gratuitamente. Con i parametri di piano si avrebbe un incremento di 17.257 mc. che rapportati ai 180 mc/ab di piano adottato per le zone C porterebbe a un incremento di 96 abitanti. A tale proposito necessario ricordare che per ben DUE volte le aree in oggetto sono state proposte in varie forme nelle precedenti adozioni del Piano Urbanistico, con le conseguenze a tutti ben note di annullamento delle delibere di adozione per sovradimensionamento del Piano da parte del Comitato Regionale di Controllo. Circa le ulteriori osservazioni relative al tracciato della nuova viabilit di piano, la proposta pu essere accolta in quanto si ritiene migliorativa rispetto alle previsioni di piano, e si migliora la situazione degli immobili da un punto di vista delluso agricolo cui viene attualmente destinato e di un eventuale ulteriore utilizzo delle aree in futuro. Aree circostanti il nuovo impianto sportivo Il proponente chiede sostanzialmente lindividuazione di una nuova zona in trasformazione da attuare attraverso un intervento coordinato (IC), da destinare per il 40% a zona C e per il 60% a zona S da acquisire per il 50% a titolo gratuito e il rimanente 50% da adibire a servizi con iniziativa Pubblico /privata. Lintervento proposto interessa una superficie di mq. 115.700 circa di cui il 40% pari a 46.280 mq. da destinare a nuova Zona C di espansione e il rimanente 60% pari a mq. 69.420 da destinare ad aree per servizi da acquisire in parte gratuitamente e in parte da normare secondo lart. 20 Norme attuazione del Puc in adozione. Con i parametri di piano si avrebbe un incremento di 104.130 mc. che rapportati ai 180 mc/ab di piano adottato per le zone C porterebbe a un incremento di 578 abitanti. A tale proposito necessario ricordare che per ben DUE volte anche le aree in oggetto sono state proposte in varie forme nelle precedenti adozioni del Piano Urbanistico, con le conseguenze a tutti ben note di annullamento delle delibere di adozione per sovradimensionamento del Piano da parte del Comitato Regionale di Controllo. Pertanto la proposta cos come viene formulata non pu essere accolta, in quanto innanzitutto vengono ad essere interessate aree adibite a servizi del Piano Particolareggiato B* di Santa Suja e regolarmente cedute al Comune, larea del campo sportivo e larea antistante da adibire a parcheggi del campo sportivo, gi in tutto o in parte acquisite mediante pratica espropriativa. Le aree in oggetto nel P.diF. avevano una destinazione agricola e quindi il vincolo risulta di nuova istituzione. Pur tuttavia, sentiti anche i proponenti nella persona dellIng. Carlo Serra, e rilevato che una parte delle aree in oggetto erano gi adibite a servizi nel P.diF., circoscritta dalla Via A. Moro, via De Gasperi e la nuova strada di piano sul prolungamento di via Gobetti, considerato che almeno per le suddette aree si avrebbe una reiterazione del vincolo, opinione del sottoscritto che si debba restituire la suddetta area alla normale edificazione. Pertanto si propone la trasformazione dellarea in oggetto cos come indicato nello stralcio planimetrico allegato come zona di espansione C3 della superficie di mq. 9.295, con un indice territoriale di 1 mc/mq. La rimanente area, in analogia per le altre aree a servizi, viene riclassificata come S*15 con possibilit di intervento privato, da non considerare ai fini degli standard di piano. Le norme di attuazione vengono integrate con lintroduzione della normativa specifica relativa alla nuova zona individuata (Vedi osservazione n. 3) Con i parametri di piano per questa nuova zona di complessivi mq. 9.295 si ha una volumetria realizzabile con lindice di 1 mc/mq di 9.295 mc, che con il parametro di 180 mc/ab adottato in piano comporta un incremento di abitanti teorici di 52 abitanti, che risulta pi compatibile con le previsioni di piano. Allegato Stralcio Tav. 6 in scala 1:2.000 allegato 6 OSSERVAZIONI AL PIANO URBANISTICO COMUNALE DEL COMUNE DI SAN SPERATE Adottato con Delibera C.C. n. 52 del 5.10.2001 OSSERVAZIONE N. 7 PROPONENTI: Sig. Pilloni Marcello assunta al N. prot. 1388 del 1 febbraio 2002. Il proponente chiede sostanzialmente di valutare la possibilit di regolamentare la distanza delle reti idriche domestiche in occasione dellapprovazione del P.U.C., in modo da evitare spiacevoli inconvenienti in tutte quelle situazioni in cui le reti idriche vengono posizionate allinterno del proprio muro di confine a distanza inferiore a metri uno. La materia regolamentata dallart. 889 del Codice Civile, che recita testualmente: Distanze per pozzi, cisterne, fosse e tubi. Chi vuole aprire pozzi, cisterne, fosse di latrina o di concime presso il confine, anche se su questo si trova un muro divisorio, deve osservare la distanza di almeno due metri tra il confine e il punto pi vicino del perimetro interno delle opere predette. Per i tubi dacqua pura o lurida, per quelli di gas e simili e loro diramazioni deve osservarsi la distanza di almeno un metro dal confine. Sono salve in ogni caso le disposizioni dei regolamenti locali. La norma in oggetto ha la sua ragion dessere onde tutelare il confinante dagli spiacevoli inconvenienti derivanti dalla rottura di tubazioni posizionate a distanza non regolamentare, con la conseguenza di vedersi riversare sulla propria propriet spruzzi dacqua e infiltrazioni che risultano sempre spiacevoli, e soprattutto quando si tratta di acque luride, con il conseguente innesco di cause civili onde far cessare linconveniente e la relativa richiesta di indennizzi. Pertanto avvallare una simile situazione, con la regolamentazione in tal senso del regolamento edilizio senzaltro inopportuna e potrebbe comportare richieste di indennizzo anche nei confronti dellAmministrazione Comunale che ha legalizzato le situazioni pregresse e molto pi grave ne ha consentito di fatto, con la introduzione della suddetta norma, la creazione di nuove. E infine da considerare che le norme dei regolamenti locali, vedi norme sulle distanze delle costruzioni, impongono generalmente norme pi restrittive rispetto al Codice Civile e non norme pi permissive come richiesto dal richiedente. Per le considerazioni suesposte opinione del sottoscritto che la richiesta non possa essere accolta. OSSERVAZIONI AL PIANO URBANISTICO COMUNALE DEL COMUNE DI SAN SPERATE Adottato con Delibera C.C. n. 52 del 5.10.2001 OSSERVAZIONE N. 8 PROPONENTI: Arch. Alceo Vado assunta al N. prot. 1515 del 5 febbraio 2002. Il proponente chiede sostanzialmente delle integrazioni allArt. 8 delle Norme di attuazione. . Come risulta dalla relazione di Piano ho in pi parti auspicato la rivitazione e la riproposizione di un nuovo Piano Particolareggiato per il Centro Storico, fatto che lAmministrazione si appresta ad effettuare anche in virt di un cospicuo finanziamento per la elaborazione del Piano. E da rilevare comunque, per non ingenerare confusioni, che larticolato cui si fa riferimento il proponente risale a una precedente versione del piano, infatti il testo adottato consta di ben pi che 7 commi. Considero comunque le osservazoni dellArch. Vado attuali e condivisibili anche in previsione della scadenza del Piano Particolareggiato vigente, per cui opportuno introdure delle norme che garantiscano la continuit fino allapprovazione del Nuovo Piano per il Centro Storico. In considerazine di quanto sopra la Norme di Attuazione , allArt. 8 vengono integrate come segue, indicando in corsivo le integrazioni nuove introdotte: ART. 8 ZONA OMOGENEA A: CENTRO STORICO Il perimetro inscrittore del Centro Storico quello del Piano Particolareggiato esistente nel quale viene ricompresa la Zona A e alcuni isolati della Zona B. I suoi confini sono storicizzati dalla cartografia antica in sintonia con la L.R. 29/98 Tutela e valorizzazione dei Centri Storici della Sardegna, e mostrano un radicato riconoscimento collettivo nel locale fenomeno del muralismo. I commi seguenti rappresentano larticolato di indirizzo attuativo per la Zona A in sintonia con la normativa di dettaglio del Piano Particolareggiato vigente, per cui allatto della naturale scadenza delle parti vincolate le norme di attuazione di questultimo sono da intendersi senza soluzione di continuit richiamate al PUC e validate come Normativa di piano quadro per il Centro Storico con la denominazione Art. 8 bis. La prossima formulazione di Piano Particolareggiato dovr introdurre nelle norme esistenti gli aspetti mancanti della Tecnologia Storica della terra cruda (su ldiri) e gli studi sulle relative forme delArchitettura collettiva, oggi evocate dallevoluzione culturale in tal senso da parte dellintera collettivit locale. Tra i compiti degli studi di settore vi dovr essere anche quello di inquadrare la validit o meno delle tante case di terra esterne al perimetro del Centro Storico, dettandone i regimi di aiuto per la loro valorizzazione nei termini di cui al 2 comma delart. 2 della L.R. 29/98 di riferimento generale. Per gli interventi di risanamento conservativo, la densit e la cubatura non devono superare quelle preesistenti, computate senza tener conto delle sovrastrutture di epoca recente prive di valore storico-artistico, salvo disposizioni diverse del Piano Particolareggiato o del Piano di recupero. Per le nuove costruzioni, e sopraelevazioni e le ricostruzioni a seguito di demolizione, quando siano ammesse in sedi di Piano attuativo, lindice fondiario non pu superare quello medio della zona. Le altezze massime degli edifici e le distanze minime tra pareti prospicienti sono stabilite come segue: Per le operazioni di risanamento non consentito superare le altezze degli edifici preesistenti computate senza tener conto di sovrastrutture o di sopraelevazioni aggiunte alle antiche strutture. Per le eventuali trasformazioni o nuove costruzioni, quando siano ammesse in sede di piano attuativo, laltezza massima di ogni edificio non pu superare laltezza degli edifici circostanti di carattere storico-artistico o ambientale e le distanze fra gli edifici, ove non sia tecnicamente opportuno costruire sul confine, non possono essere inferiori a quelle intercorrenti tra gli edifici preesistenti, computate senza tener conto di costruzioni aggiuntive di epoca recente e prive di valore storico, artistico o ambientale. Ledificazione nelle zone B comprese nel perimetro del Piano Particolareggiato del Centro Storico dovr avvenire tramite ladozione di tipologie abitative in armonia con quelle del Centro Storico, e rifarsi alla specifica normativa prevista del Piano quadro di cui sopra. Le tipologie di suddette zone, soprattutto quelle di fabbricati preesistenti di recente edificazione, dovranno con appositi accorgimenti inserirsi armonicamente nel contesto urbanistico circostante. La copertura a tetto del portale dingresso, fino ad una profondit di mt. 2.50 , effettuata nel contesto di un armonico inserimento della tipologia caratteristica del Centro Storico , non verr valutata ai fini del computo della superficie coperta e dei dei volumi. Per gli edifici segnalati dal PP vigente e da quello pi specifico per lArchitettura di terra, si assumeranno i valori convenzionali di 30 cm. per i muri e di 3 mt. daltezza per i vani. Onde incentivare lArchitettura di terra sar consentito detrarre dal computo dei volumi le murature in terra cruda nella misura del 20% della volumetria. Verranno parimenti escluse dal computo della superficie coperta e dei volumi le verande aperte , fino ad una profondit di mt. 2.50. In caso di demolizione e ricostruzione di fabbricati, la concessione pu essere condizionata allarretramento volontario dal filo stradale, onde garantire una sezione accettabile della medesima, e secondo il nuovo allineamento stabilito dallUfficio Tecnico Comunale. Il programma dovr essere previsto dal nuovo Piano Particolareggiato o in difetto essere approvato dalla Commissione Edilizia, integrata dalle figure di cui alla L.R. 28/98 sul trasferimento ai Comuni di alcune competenze paesistiche. E in facolt dell Amministazione, previa delibera del C.C., concedere delle agevolazioni finalizzate al recupero e alla rivitalizzazione del Centro Storico, nonch ad interventi di ristrutturazione e di restauro, o di semplice manutenzione conservativa dei prospetti e dei portali. Nella zona A consentita lapertura, il trasferimento e lampliamento (compresi i casi di autorizzazioni dovute di cui al punto 4 D.G.R. 29 dicembre 2000, n. 55/108) esclusivamente di: Esercizi di Vicinato (EV); prevista unulteriore limitazione di superficie di vendita massima pari a 100 mq. per gli esercizi esclusivamente alimentari; Medie strutture di Vendita (MSV nella forma di esercizi singoli o centri commerciali ) non alimentari al cui interno possano coesistere strutture alimentari con superfici di vendita inferiori ai 100 mq. realizzate in immobili di pregio esclusivamente a seguito di trasferimenti, concentrazioni o ampliamenti. Per i criteri di ammissibilit dovr farsi riferimento allAbaco delle compatibilit di cui allart. 5.3.1.1 del D.G.R. 29 dicembre 2000, n. 55/108, e allegate alle presenti Norme (Vedi Tabella 1) Nella zona omogenea A devono essere rispettate le normative relative alla tutela del patrimonio storico e ambientale in essa presenti. In particolare sono proibiti gli ampliamenti delle aperture (finestre, ingressi e similari di qualsiasi natura esistenti sulla muratura), sia che prospettino su spazi pubblici che privati. Eventuali nuove aperture potranno essere consentite purch rispettino le dimensioni delle aperture presenti nelledificio e vengano sottoposte allAmministrazione Comunale in coerenza con gli indirizzi del Piano particolareggiato. Negli allacciamenti dei servizi, quali acqua, luce, telefono, gas e simili, non saranno consentiti vani contatori con sportelli prospicienti la pubblica via. OSSERVAZIONI AL PIANO URBANISTICO COMUNALE DEL COMUNE DI SAN SPERATE Adottato con Delibera C.C. n. 52 del 5.10.2001 OSSERVAZIONE N. 9 PROPONENTI: Ing. Massimo Zucca assunta al N. prot. 1617 del 7 febbraio 2002. Il proponente chiede lintegrazione allArt. 16 punto 16.4 delle Norme di Attuazione finalizzata al risanamento delle impossibilit di ampliare i fabbricati esistenti in zona agricola nella fascia di rispetto del nastro stradale. La richiesta condivisibile, ma linserimento pi conformemente da attribuire al punto 16.6 dellart. 16 delle Norme : Edifici in fregio alle strade, e non al punto 16.4: Restauro ed ampliamento. Infatti la norma in oggetto, lettera c) e comma secondo, prevede gi infatti un ampliamento per adeguamento igienico sanitario dei fabbricati, ricadenti nella fascia di rispetto, purch tale ampliamento non comporti lavanzamento delledificio esistente sul fronte stradale, del medesimo. Volendo estendere la norma allArt. 16 delle norme di attuazione al punto 16.6: Edifici in fregio alle strade al 1 comma dopo la lettera c) aggiunto il seguente: d) Lampliamento di fabbricati esistenti prospicienti la strada pu essere realizzato a condizione che tale ampliamento ricada al di fuori di una fascia dal confine stradale pari a 20 mt. per le strade di tipo B, e a 10 mt., per strade di tipo C. OSSERVAZIONI AL PIANO URBANISTICO COMUNALE DEL COMUNE DI SAN SPERATE Adottato con Delibera C.C. n. 52 del 5.10.2001 OSSERVAZIONE N. 10 PROPONENTI: Ing. Massimo Zucca assunta al N. prot. 1618 del 7 febbraio 2002. Osservazione n. 1. Losservazione condivisibile, anche perch una applicazione troppo rigorosa della norma porterebbe effettivamente alla impossibilit di sopraelevazione in alcune situazioni estreme e particolari. Per quanto riguarda la volumetria residua realizzabile in zona B e la conseguente ulteriore insediabilit residua in termini di abitanti , come risulta dagli elaborati volumetrici si effettuata lindagine isolato per isolato su tutto labitato, stata rilevata la volumetria esistente e quella residua attraverso il monitoraggio dei lotti ancora inedificati, e dei fabbricati suscettibili di ulteriore edificazione e mediante ampliamento e mediante sopraelevazione. Per questultima si utilizzato laltezza media dei fabbricati preesistenti nelle varie zone in esame. Lart. 9 delle Norme di attuazione, comma 3, al rigo relativo allaltezza massima modificato come segue: altezza massima: non superiore allaltezza media degli edifici preesistenti nella zona e in nessun caso superiore a mt. 10.50; Osservazione n. 2 Per quanto concerne le perplessit relative al secondo punto, si ribadisce che la norma stata inserita appunto per consentire la pi ampia edificabilit di quei lotti Compromessi aventi un fronte strada inferiori a 24 mt., e che il rispetto delle distanze di piano fra fabbricati renderebbe inedificabili, ma che col ricorso alle norme del Codice Civile si migliorano le condizioni di edificabilit dei lotti in oggetto e quindi si ha senzaltro una pi ampia possibilit di sfruttare la volumetria di piano. Per quanto concerne le perplessit circa leventuale recupero in termini di abitanti insediabili, per lindedificabilit di lotti compromessi, si ribadisce che lindagine stata effettuata in senso positivo per rilevare la capacit massima insediabile in zona B., e quindi escludendo eventuali volumetrie irrealizzabili dal conteggio globale delle volumetrie. Quindi il piano prevede tale circostanza anche ai fini della determinazione degli abitanti massimi insediabili, sia per quanto corcerne la Zona A che la Zona B. ( Vedasi al tal uopo la relazione alla pag. 47 e segg.: Capacit residua delle Zone A e B) INNOVAZIONI INTRODOTTE DALLAMMINISTRAZIONE Onde procedere alla rettifica di precedenti omissioni larea del Consorzio di Bonifica precedentemente individuata come S15 viene ridefinita come G13. Conformemente viene rettificata la tavola 6 e allart. 22 delle Norme di Attuazione, dopo la zona G12 inserita: Sottozona G13 Trattasi di unarea esistente adibita a Consorzio di Bonifica. La subzona soggetta allobbligo del Piano Attuativo. E prescritto lindice territoriale massimo di 0.01 mc/mq con possibilit di incremento previa predisposizione di apposito piano attuativo, preventivamente concordato con lAmministrazione Comunale. Analogamente si proceduto a individuare la zona G14 costituita da n. 3 aree adibite ad impianti di distribuzione carburanti di cui 2 nella Via Cagliari e la terza nella via Risorgimento. Conformemente viene rettificata la tavola 6 e allart. 22 delle Norme di Attuazione, dopo la zona G12 inserita: Sottozona G14 Trattasi di 3 aree adibite ad impianti distribuzione carburanti. Le subzone sono soggette allobbligo del Piano Attuativo. E prescritto lindice territoriale massimo di 0.01 mc/mq con possibilit di incremento previa predisposizione di apposito piano attuativo, preventivamente concordato con lAmministrazione Comunale. Vedi stralcio Tav. 6 Centro Abitato Scala 1:2000 : allegati 7 e 8 PAGE 1 PAGE 15 Fvk$V C E V |NVZ)1YZ0lD!U!!"q#r###$k$$x*z***,!/1+5q5555566666L666;;EGGG5CJ 5>*CJ656CJH*5>*>*CJ6CJ5CJVFuvjkcd#$VWz  $n$n $ & Fn$$Fuvjkcd#$VWz  C D E W c  M|}ü|yvspH  2>PQR  >?qr12*+ k + C D E W c  M|}NO$}NOdeVWYZ/0klJ !C!~{xur(%&'T]O  w  ef;<>?01FG,deVWYZ/0klJ$nn !C!D!V!b!w!!!!!""##t#u##$$4$5$j$k$x$$n$$nC!D!V!b!w!!!!!""##t#u##$$4$5$j$k$x$$%J%W)**I*x*y*z******u+,,,---þ~{xur]_D^j|}~R~%345e+x$$%J%W)**I*x*y*z******u+,,,---.!/11y3$n$n-.!/11y3z333+5q555555566666L667v89b:;;;;1=x>!?l@m@A[B\B$D%DDDEEFFGF}G~GGG¼;  <~d   &'(XkwLN|}s 3y3z333+5q555555566666L667v89b:;;;;1= & F & F$1=x>!?l@m@A[B\B$D%DDDEEFFGF}G~GGGGG+H,H-H?HKHaHH$GGG+H,H-H?HKHaHHHIIIJzKLGLHLIL%N&NOOPPPP=QlQmQnQQQQQQ,R.RMST9U:UUUUUUUUW4Y[\\]]^^^^``b bbccddQeReeeggiiiljkflglmn1owooooooop \GG+H-H>HaHHHIJJELlQnQQQQQ,R.RUUUUU[]`ab bbb*b,b>bMbYbubbcddQeReeee#f-ffghhhh.n/noooop ppoqqqq0sMssss~ttttt u+u\uouxxxey5CJ 5>*CJ6 56CJ565>*6CJ5>*CJ>*CJUHHIIIJzKLGLHLIL%N&NOOPPPP=QlQmQnQQQQQQ,Rn$n7$,R.RMST9U:UUUUUUUUW4Y[\\]]^^^^`n7 $n7$n7 $n7$n7$n7``b bbccddQeReeeggiiiljkflglmn1owoo$$ & Fn$n7 $n7oooooop p p pppppqqrrss~tttttttt$ $np p p pppppqqrrss~ttttttttt uu+uZu[u\uoupu7vvxwxxhyiyjyky}y~yy{|}}}}}}}}}~~~~'(7vuvw453@GHIJKLMYZ[\]   Xtt uu+uZu[u\uoupu7vvxwxxhyiyjyky}y~yy{|}}}}}$n$ & Fn$eyky}y}}}~'(7tuw5@AGHIJKMNTUWXY\]0JmH0J j0JU>*B*5B*6CJ 56B*55>*CJ"}}}}}~~~~'(7vuvw453$n & F $@KLMYZ[\]&`#$$ . 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