ࡱ> rtqY\bjbjWW)==X]@@@@@@@TTTT8$T($@ @@ &@@TT@@@@  6@@l<ze¢TT In merito alla nota prot. N 003727/050/2001 del CO.RE.CO DEL 21/11/2001 si chiarisce quanto segue: ZONIZZAZIONE: Riferimento punto 1) - zona B 97- : Da un primo esame sul comparto in oggetto si erano individuati solo alcuni abusi minori, per cui nelle verifica di classificazione di zona B concorrevano tutti i volumi edificati, per cui il riscontro era positivo. Da un esame pi approfondito emersa la presenza di due fabbricati privi di concessione e oggetto di regolare concessione in sanatoria e di un fabbricato agricolo trasformato in residenziale con pratica di condono, mentre i rimanenti sono costituiti da fabbricati agricoli regolarmente autorizzati. Tale circostanza comporta la perdita dei requisiti di classificabilit del comparto in oggetto in zona B. Pertanto il comparto viene riperimetrato come P.R.U. PRU- Piano Risanamento Via Cagliari La perimetrazione del piano stata effettuata ai sensi dell'Art. 32 delle L.R. n. 23 in base alla verifica della volumetria esistente e all'indice 0.40 mc/mq. Nuovo PRU - Via CagliariSuperficie fondiariaMq. 11.843FABBRICATO (Rif. Tav. 4)VOLUMEVOLUMEDestinazioneTitolo autorizzativoCondonoLORDOSGRONDATOn^ (mc.) (mc.)392768,54713,74residenzialenosi393631,89586,84residenzialenosi3941.316,571.222,70residenzialenosi395217,06201,58residenzialenosi396111,21103,28ruralesi397265,92246,96ruralesi3982260,782.099,59ruralesi3991891,921.757,03ruralesi401158,8147,48ruralesiSOMMANO7.622,697.079,19 Come risulta dalla tabella trattasi di una zona compromessa in cui sono stati edificati in tutto o in parte dei Fabbricati abusivi per i quali stata richiesta e concessa la sanatoria edilizia. Trattasi di n. 9 fabbricati che si sviluppano per una volumetria di mc. 7.079,19. La superficie perimetrata di mq. 11.843 in modo da consentire lindividuazione degli standards urbanistici. Pertanto si avr Mc. 7079.19/ mq 11.843 = 0.60 mc/mq > 0.40 mc/mq Onde non stravolgere il precario assetto del piano e la difficile individuazione degli standards. l'indice territoriale ammissibile per il piano di risanamento viene fissato in 0.80 mc/mq. Riferimento punto 2) - nuovo P.R.U. - : I volumi esistenti nellambito in esame sono costituiti come segue: Fabbricato n (Rif. Tav. 4)DestinazioneTitolo autorizzativoCondono276Fabbricato ruralesi279Fabbricato ruralesi278Fabbricato ruralesi275Fabbricato residenzialenosi277Fabbricato residenzialenosi280Fabbricato residenzialeparzialesi348Fabbricato residenzialenosi347Fabbricato ruralesi346-357Fabbricato ruralesi345Fabbricato residenzialenosi344Fabbricato residenzialenosi358Fabbricato ruralesi359Fabbricato residenzialenosi360Fabbricato ruralesi361Fabbricato residenzialenosinuovoFabbricato residenzialenosi Trattasi in definitiva di n. 7 fabbricati regolarmente autorizzati e n. 9 fabbricati privi di concessione originaria e regolarmente sanati. Riferimento punto 3) Zone E- : In merito al punto 3 nella Tav. 6 stato erroneamente indicato il riferimento alla zona E anzich alla sub zona: Leggasi E1 , E2 in armonia con quanto individuato nella Tav. N. 5 Planimetria del territorio comunale Riferimento punto 4) chiarire univocamente se il territorio comunale ricade nel P.T. C.A.S.I.C. - : Si chiarisce che il P.T. C.A.S.I.C. vigente (6 Variante) approvato con determinazione del DG. del Servizio della Pianificazione Territoriale e della Cartografia in data 6.09.2001 non ricomprende il territorio di San Sperate. In particolare considerato che la 6 variante al P.T. C.A.S.I.C. non ripropone la Tav. 1 territoriale in Scala 1:50.000 in cui nei precedenti piani era ricompreso il territorio di San Sperate (4 Variante 1323/U del 26/2/93 e 273/U del 16/11/92), considerato che la variante annulla la precedente, da ritenersi legittimamente che il territorio di San Sperate non sia soggetto al P.T. C.A.S.I.C. in quanto al suo interno non ricomprende il territorio medesimo, n vi in normativa alcun riferimento in tal senso. Pertanto il riferimento di cui alla Tav. 5 da considerarsi errore materiale e pertanto viene omesso. La tavola 5 corretta verr ripresentata in sede di approvazione definitiva del Piano. In particolare viene eliminato il retino relativo alla individuazione delle fasce polifunzionali rappresentato da linee parallele a maglia larga di colore ciano e relativo perimetro e indicazione in legenda FASCIA POLIFUNZIONALE (D.P.G.R. 11428/2503 DEL 11.09.73 P.T. CASIC) Conseguentemente viene cassato il punto 6 art. 31 delle Norme Di attuazione a pag. 34. NORME DI ATTUAZIONE In riferimento al punto 5 Art. 8 Zona A-: NellArt. 8 zona A- sono state erroneamente omesse le norme relative alle altezze di cui allart. 5 del D.A. 2266/83. Dopo il 2 comma leggasi: Le altezze massime degli edifici e le distanze minime tra pareti prospicienti sono stabilite come segue: Per le operazioni di risanamento non consentito superare le altezze degli edifici preesistenti computate senza tener conto di sovrastrutture o di sopraelevazioni aggiunte alle antiche strutture. Per le eventuali trasformazioni o nuove costruzioni, quando siano ammesse in sede di piano attuativo, laltezza massima di ogni edificio non pu superare laltezza degli edifici circostanti di carattere storico-artistico o ambientale e le distanze fra gli edifici, ove non sia tecnicamente opportuno costruire sul confine, non possono essere inferiori a quelle intercorrenti tra gli edifici preesistenti, computate senza tener conto di costruzioni aggiuntive di epoca recente e prive di valore storico, artistico o ambientale. In riferimento al punto 6 art.12 zone C .: Al comma 5 dellart. 12 leggasi: I piani particolareggiati gi approvati sono soggetti alle seguenti norme: 12.1 - ESPANSIONE URBANA C* Comprende due Piani di recupero urbanistico di cui il primo C1* si inserisce allinterno di un assetto insediativo gi parzialmente urbanizzato e rappresenta un completamento della struttura edificata esistente (localit Bia Assemini) e il secondo C2* localizzato nella zona sud-ovest nella direttrice per Decimannu (localit Crabili Mereu). Trattasi praticamente di aree circoscritte ed intercluse tra diverse destinazioni duso (zone di completamento o piani di risanamento urbanistico) dove la soluzione urbanistica di intervento vincolata dalla continuit dello schema viario esistente e dalla conformazione dei lotti attualmente frazionati. Il terzo costituito da un Piano particolareggiato diniziativa pubblica C3* nella direttrice nord-est in localit SantAntonio (Via Pixinortu) attualmente in fase di realizzazione. In queste sottozone, di 146.891 mq. prevista ledificazione sulla base dei rispettivi indici fondiari di piano (2,20 , 2,50 e 2,00 mc/mq), una volumetria di 206.745 mc. Lindice territoriale massimo, da non superare anche in sede di variante, come appresso contraddistinto: C1* (P.R.U. Bia Assemini) 1.4 mc/mq C2* (P.R.U. Crabili Mereu ) 1.5 mc/mq C3* (P.P. SantAntonio) 1.4 mc/mq Le superfici per standard individuate e da mantenere anche in sede di variante sono le seguenti: C1* (P.R.U. Bia Assemini) 25.858 mq C2* (P.R.U. Crabili Mereu ) 5.150 mq C3* (P.P. SantAntonio) 7.046 mq 12.2 - ESPANSIONE URBANA C Gli altri ambiti di espansione urbana C sono costituiti dai due Piani di Zona in localit Is Spinargius e in localit San Giovanni, rispettivamente localizzati nella parte nord-est e nord-ovest dellabitato, e da sette lottizzazioni (C1- C2 - C3 - C4 - C5 - C6 C7) in tutto o in parte convenzionate o approvate e in fase di realizzazione. Trattasi della lottizzazione SantElena (C1) ubicata nella parte sud-ovest a ridosso della zona di rispetto cimiteriale; della lottizzazione Zona San Giovanni (C2) interclusa tra il PEEP San Giovanni e il centro storico; della lottizzazione Santa Suja (C3) ormai quasi completamente edificata e interclusa in zona B e B* ; della lottizzazione Oasi degli ulivi (C4) nella zona nord-est limitrofa al complesso Scuola Media Scuola Materna di Via Pixinortu; della lottizzazione SantAntonio (C5), lungo la direttrice per Pixinortu; della lottizzazione Oasi degli agrumi interclusa dal piano di risanamento di Bia Assemini; ed infine della lottizzazione Bia Noa (C7) lungo la direttrice per Pixinortu. Nelle sette lottizzazioni pianificate in epoche diverse e con limpiego di indici territoriali diversi (1.00 e 1.50 mc/mq), aventi una superficie complessiva di 186.142 mq, sono edificabili 256.173 mc. Nei piani di zona, di complessivi mq. 101.452, sono stati realizzati sulla base di 1.50 mc/mq, una volumetria di 135.100 mc. Lindice territoriale massimo , da mantenere anche in sede di variante. fissato come segue : SantElena (C1) 1 mc/mqSanta Suja (C3)1 mc/mqPEEP1, PEEP21.5 mc/mqC2, C4, C5, C6, C71.5 mc/mqGli standard minimi, da mantenere anche in sede di variante , risultano dalla seguente tabella: Piani di ZonaP.E.E.P. 1 Ispinargius  20.127 mq.P.E.E.P. 2 San Giovanni  11.103 mq.Lottizzazioni ConvenzionateC1 SantElena3.030 mq.C2 Zona San Giovanni783 mq.C3 Santa Suja2.162 mq.C4 Oasi degli ulivi8.555 mq.C5 SantAntonio6.813 mq.C6 Oasi degli agrumi6.263 mq. C7 Bia Noa6.354 mq. 12.3 - ESPANSIONE C SOGGETTE A P.R.U. Individua gli ambiti territoriali soggetti a un Nuovo Piano di recupero urbanistico ubicati nella Via Pixinortu e nella Via Cagliari. Lindice territoriale massimo di cui allart. 4 del D.A. 2266/83 fissato in 0.80 mc/mq. Gli standard minimi sono di 18 mq/abitante. In riferimento al punto 7 art.11 . Si precisa che la norma da intendersi come Norme e procedure per misurare la compatibilit ambientale...... di cui al punto i dellart. 19 L.R. 45/89. Dopo il comma 4 leggasi: 11.1- PROCEDURE PER LE VERIFICHE DI COMPATIBILITA AMBIENTALE 1. -Analisi dei valori naturalistici Lanalisi dovr essere condotta sia con riferimento agli elementi fisici che biologici. Per quanto concerne gli elementi fisici dovr essere accertata lesistenza di geotopi di rilevante interesse geologico-stratigrafico, geomorfologico o paleontologico. Dovranno altres essere qualificati quei geotopi ove sono presenti specie animali o vegetali o ecosistemi meritevoli di conservazione. Sono altres da identificare e valutare i lembi residui di aree naturali o seminaturali allinterno o allintorno del tessuto urbano che possano essere suscettibili di riqualificazione e restauro ambientale. Lanalisi dovr essere tesa alla caratterizzazione degli aspetti floristici, vegetazionali, e faunistici ed a valutare complessivamente la compatibilit degli interventi di Piano o di Progetto con la conservazione dei beni naturali presenti. 2 -Analisi dimpatto visivo e compatibilit ambientale Lanalisi dovr essere effettuata sulla base del progetto di massima o esecutivo dellintervento , sia relativamente alle opere architettoniche ed ai manufatti che lo contraddistinguono sia relativamente alle modificazioni ed alle sistemazioni ambientali che fisicamente ne fanno parte integrante. Lanalisi deve riguardare i caratteri dimensionali, formali, distributivi e quantitativi dellintervento, gli aspetti cromatici e la valutazione delle condizioni dadattamento o di contrasto con il paesaggio e lambiente circostante. La descrizione dovr anche indicare i correttivi di minimizzazione e di compensazione previsti per il contenimento dellimpatto visivo e ambientale nel suo complesso. 3 -Analisi del rischio archeologico Le opere di edificazione e trasformazione promosse dai privati non sono soggette a preventiva autorizzazione da parte della Soprintendenza archeologica, che ricever comunicazione dallUfficio Tecnico Comunale allatto dellapprovazione del progetto limitatamente agli interventi comprendenti scavi per nuovi edifici o di sistemazione di lotti inedificati. Gli elaborati da trasmettere consisteranno: rilievo dello stato attuale dellintero lotto piano degli scavi previsti (scala 1:200) LUfficio della soprintendenza si riserva di fare ricognizioni di controllo finalizzati alla mappatura scientifica del territorio. Per le opere pubbliche, oltre alla comunicazione di cui sopra , fatto obbligo di dare comunicazione, entro sette giorni, della data di inizio dei lavori. 4- Analisi del rischio geologico Lanalisi del rischio idrogeologico dovr essere effettuata con riferimento ai fenomeni di portanza dei terreni di fondazione, di instabilit dei versanti e di esondazione o ristagno idrico che possono arrecare danno alle persone, alle opere o alle infrastrutture. In particolare lanalisi geologica comporter la verifica e lapprofondimento dei quadri conoscitivi di macroscala e di microscala relativamente alle aree direttamente o indirettamente interessate dai piani o dagli interventi di trasformazione o di bonifica. Lanalisi che si avvarr di specifici elaborati tematici, (Carta geologica, Carta Morfologica, Carta delle Acclivit, Carta del rischio, ecc.) dovr essere tesa a valutare la fattibilit geologica-tecnica degli interventi di trasformazione proposti con riferimento ai contenuti del D.M. 11.3.88, per mezzo di rilievi, indagini, prove. Le indagini dovranno contenere la verifica delle eventuali situazioni di rischio che possono manifestarsi sia nelle fasi di realizzazione degli interventi o di costruzione delle opere sia nelle fasi di esercizio o di gestione. Le metodologie da applicare nella redazione dello studio geologico-tecnico sono quelle dellanalisi geotecnica del terreno, avente un dettaglio tale da definire, per ciascun litotipo distinto nella cartografia, i parametri geotecnici e geomeccanici necessari a fornire in maniera indicativa e di massima, il modello di comportamento meccanico del substrato geologico soggetto ad instabilit geomorfologica o ad intervento. Le indagini devono in particolare accertare le condizioni di stabilit dei pendii tenuto conto anche di eventuali effetti dannosi conseguenti allinserimento delle opere. Saranno anche da considerare gli eventuali fenomeni di subsidenza possibili nelle aree di riporto di materiali terrosi o conseguenti a modifiche del regime delle acque superficiali e profonde. I risultati delle analisi dovranno essere contenuti altre che in apposita cartografia (Carta geologica-tecnica, Carta delle acclivit, carta della permeabilit, Carta della stabilit dei versanti, del rischio di instabilit dei versanti o di esondazione) anche in una relazione geologica-tecnica il cui livello di approfondimento dovr essere commisurato allimportanza dellintervento da realizzare. La relazione dovr contenere lillustrazione del programma dindagine, il motivato giudizio di affidabilit dei risultati ottenuti e di compatibilit dellintervento previsto con le caratteristiche geologiche- tecniche dellarea interessata. 11.2 PROCEDURE ISTRUTTORIE DELLO STUDIO DI COMPATIBILITA AMBIENTALE Lo studio di compatibilit ambientale sar sottoposto alle valutazioni del Responsabile dellUfficio Tecnico Comunale, previamente acquisito in merito il parere della Commissione Edilizia. Il negativo motivato esito dellaccertamento di compatibilit comporta la giuridica inattuabilit delliniziativa proposta.. In riferimento al punto 8) Zone E E stata erroneamente indicata la possibilit di incrementare lindice massimo stabilito per i fabbricati e impianti connessi alla conduzione agricola fino a 0.50 mc/mq. Pertanto viene cassato il seguente comma: Con deliberazione del Consiglio Comunale lindice di cui al punto 2A) potr essere elevato fino a 0.50 mc/mq in presenza di particolari esigenze, purch le opere siano ubicate ad una distanza del perimetro urbano di mt. 500. In riferimento al punto 9) Art. 22 zone G0,G6,G7,G8,G9,G10,G11,G12: La norma integrata puntualmente con le diciture La subzona soggetta allobbligo del Piano Attuativo Per errore stata prevista la possibilit di edificare per stralci funzionali: Il comma seguente (4) viene cassato: Qualora venga dimostrata limpossibilit di predisporre un piano attuativo, per disaccordo tra i proprietari interessati, sar ammesso realizzare lopera per stralci funzionali, sulla base dello studio urbanistico esteso allintera area. In tal caso i relativi oneri di urbanizzazione dovranno essere ripartiti tra i diversi proprietari. Nella zonizzazione non stata individuata una zona G adibita a rifornitore di benzine, contigua al Nuovo PRU di Via Cagliari. (Vedi stralcio planimetrico allegato) Dopo lultimo comma dellart. 22 leggasi: Sottozona G13 Trattasi di unarea esistente adibita a impianto di distribuzione carburanti. La subzona soggetta allobbligo del Piano Attuativo. E prescritto lindice territoriale massimo di 0.01 mc/mq con possibilit di incremento previa predisposizione di apposito piano attuativo, preventivamente concordato con lAmministrazione Comunale. In riferimento al punto 10) art. 24 Per errore materiale larticolo in oggetto stato inserito nelle Norme di Attuazione. Lart. In oggetto viene trasfuso nel Regolamento Edilizio al n. 11bis. In riferimento al punto 11) art. 25 Viene cassata la seguente dicitura: Detta dotazione di parcheggi potr, in riferimento alle zone B, essere oggetto di riduzione da parte dell'Amministrazione Comunale. In riferimento al punto 12) art. 26 zona H1: La norma viene riformulata come segue: La sottozona H1 soggetta ai limiti stabiliti dallart. 338 del testo Unico delle leggi sanitarie 27 luglio 1934, n. 1265, legge 17 ottobre 1957, n. 983. E vietato costruire nuovi fabbricati entro la fascia di rispetto del cimitero; E vietato modificare od ampliare quelli esistenti. Le zone omogenee che dovessero ricadere entro il limite che definisce il Vincolo cimiteriale producono effetti sulla volumetria edificabile, ma questa deve essere costruita esternamente al vincolo stesso. Gli spazi liberi interni e quelli esterni di minimo limite per la subzona H1 devono essere considerati soggetti a verde permanente. In riferimento al punto 13) art. 27 zona H2- art. 28 zona H3: La norma viene integrata come segue: Lindice fondiario massimo di 0,001 mc/mq. In riferimento al punto 14) Si ripropone la tavola 2 in scala 1:10.000, con lindividuazione dei siti archeologici e storici. La Casa Rachis non riveste caratteristiche archeologiche , per cui il vincolo limitato al solo fabbricato. Per la chiesa Santa Barbara gi stata individuata e normata la relativa zona H.(H3) Sul territorio non sono presenti altri siti archeologici oltre quelli evidenziati. In riferimento al punto 15) tab. 1 Nellabaco delle compatibilit tra strutture commerciali e zone omogenee sono emersi alcuni refusi di stampa: Zona A.: al 4 rigo leggasi SV>100 mq Al 7 rigo leggasi SV>150 mq Al 10 rigo leggasi SV> 1500 mq Zona B: al 3 rigo leggasi SV> 1500 mq Zona C: al 3, 6, 9 rigo leggasi SV> 1500 mq Vengono altres eliminate le diciture vincolante e indirizzo in quanto riferentesi alla fase di elaborazione della N.d.A. e non alla singola norma. REGOLAMENTO EDILIZIO In riferimento al punto 16) ART. 7- Commissione edilizia : Con riguardo al componente di cui al punto 3, leggasi : Il Responsabile del Servizio Igiene Urbanistica, Edilizia e degli Ambienti confinati della A.S.L. competente per territorio o suo delegato; Dopo il punto 8 leggasi: 9) un esperto in materia di paesaggio 10) un consigliere comunale in rappresentanza della minoranza In riferimento al punto 17) Titolo II Dopo lart. 11 leggasi: ART. 11bis CONCESSIONI PER ESERCIZI COMMERCIALI In relazione alla necessit di correlazione e di contemporaneit nel procedimento del rilascio della concessione o autorizzazione edilizia e dell'autorizzazione all'apertura dell'esercizio commerciale di una MSV e di una GSV, il Comune dovr predisporre contemporaneamente le fasi istruttorie dei due procedimenti edilizio e commerciale. Il rilascio di concessione e di autorizzazione disposto con un unico provvedimento firmato dai responsabili del procedimento del settore edilizio e di quello commerciale. In riferimento al punto 18) art. 14 Denuncia inizio di attivit. Al comma 1 dopo il punto 8 leggasi: 9 Attivazione degli esercizi di vicinato di cui allart. 7 del D.Lgs.114/1998 In riferimento al punto 19) art. 18 Piani attuativi Dopo il 1 comma leggasi: Rientrano fra i piani attuativi, anche i piani di arredo necessari per lattivazione dei centri commerciali urbani di via o di strada di cui alla delibera G.R. 55/108//2000. Lapprovazione del piano di arredo segue liter di approvazione previsto dallart. 21 della L.R. n. 45/89. In riferimento al punto 20) art. 33 ultimo comma: Viene cassato il punto 1 ultimo comma: 1) quando risulti che il direttore dei lavori indicato non abbia assunto l'effettiva direzione, la abbia abbandonata, o sia stato sostituito senza che ne sia stata data nei termini stabiliti la prescritta comunicazione al Comune; In riferimento al punto 21) artt. 42,44 e 45 Negli articoli suindicati il riferimento a il Sindaco sostituito con Il Responsabile dellUfficio Tecnico In riferimento al punto 22) art. 49 punto 8. Viene cassato ogni riferimento al piano pilotis e volumi sanitari Al punto 8 secondo capoverso leggasi: E' consentito detrarre dal computo dei volumi, i volumi tecnici, le verande coperte, i porticati e le logge che abbiano almeno due lati del loro perimetro completamente aperti ( a meno che non si tratti di porticati in confine per cui in tal caso i lati chiusi potranno essere tre ) e privi di infissi, le altane con almeno due lati del perimetro aperti e privi di infissi. In riferimento al punto 23) art. 69 secondo comma. Al secondo comma leggasi: Nel Centro storico, in presenza di un P.P., l'altezza media potr essere di mt. 2.40, con un minimo di mt. 1.90, fermo restando lobbligo di non superare le altezze degli edifici gi esistenti, ovvero in presenza di un piano attuativo, quella degli edifici circostanti. 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