Origini del Muralismo

Sciola con le sue scultura ma anche il gruppo di teatro dialettale "la Maschera", il gruppo teatrale gestuale di Franco Gaviano ed altri gruppi culturali sardi, giornalisti, intellettuali e lavoratori, si trovarono a Vanenzia a testimoniare la loro identità culturale. Furono degli osservatori attenti Arturo Carlo Quintavalle, Placido Cherchi, Renato Serra, Corrado Maltese e Salvatore Naitza che ricordiano con molto affetto.

Nanni Pes con la sua macchina fotografica ha ripreso i momenti più significativi della nostra "rivoluzione", mente l'archeologo Giovanni Lilliu e Francesco Masala erano sempre presenti negli incontri in cui si discuteva il problema della lingua sarda. L'attività muralistica fu solo l'aspetto più evidente di un movimento che coinvolgeva i vari aspetti della cultura per questo non mancarono personaggi del teatro come Dario Fo, attori come Arnoldo Foà, Raf Vallone, Gian Maria Volontè, l'allora sconosciuto Roberto Benigni, il regista Marco Parodi, Eugenio Barba con il Odin Teatret, e i gruppi locali quali il Teatr Gestuale e "La Maschera". Venne anche il chitarrista MAssimo Gasparroni e lo scenografo Josef Svoboda, il poeta Raffael Alberti con Ignazio Butitta che hanno recitato le loro poesie alla nostra gente, unitamente a Faustino Onnis e altri poeti locali

Furono spesso presenti il gruppo degli Inti Illimani e Los Folkloristas Mexicanos. Non possiamo dimenticare Francesco Guccini con la sua chitarra e la tromba di Paolo Fresu, i jazzisti San Ra e Cecil Thaylor come anche il grande amico Don Cherry che a San Sperate aveva fatto una sua base durante le sue presenze in Sardegna. Per quanto riguarda la pittura, da sottolineare gli ultimi interventi dei giovani artisti di Sassari e Cagliari e le grandi opere a Trompe d'oleil di Angelo Pilloni.